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Mercato del lavoro 2022 tutte le novità

Il mercato del lavoro per l’anno 2022, in base a quanto riportato dalle fonti ufficiali dello Stato, traccia delle proiezioni positive in termini di sviluppo e di occupazione.


In base ai dati relativi al 2021 si attesta un recupero notevole dell’occupazione dipendente, una considerevole crescita delle assunzioni a tempo indeterminato e, particolare da tenere in netta considerazione, un rialzo dell’edilizia: settore strategico per l’economia italiana.


Citando i dati ufficiali, relativi ad un’analisi del mercato del lavoro in Italia svolta nei primi mesi del 2021 e pubblicata da BankItalia, ANPAL e dal Ministero del Lavoro emerge un netto rafforzamento delle posizioni lavorative alle dipendenze, grazie ad un numero di contratti attivati simile a quello precedente, riscontrato prima della pandemia Covid-19.


Dato assai rilevante da registrare è un livello di crescita, avvenuto alle fine del 2021, che sarebbe avvenuto se l’evoluzione della domanda di lavoro si fosse serbata, anche durante il periodo pandemico, sugli stessi standard del biennio 2018/2019, periodo pre-emergenza sanitaria.


Nel periodo compreso tra il 2020 e l’anno successivo sono stati infatti attivati, secondo fonti ufficiali, circa 560.000 nuovi posti di lavoro alle dipendenze, rispetto ai 605.000 che hanno caratterizzato il biennio precedente.


Questo andamento, va specificato e sottolineato, gode del basso numero di cessazioni, contenuto dal ricorso diffuso agli strumenti emergenziali d’integrazione salariale, di cui è previsto però, il graduale superamento nel 2022.


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Mercato del lavoro 2022, i dati rilevanti


I dati relativi al mercato del lavoro 2022, come già spiegato in precedenza, fanno emergere un rafforzamento relativo alla crescita delle assunzioni a tempo indeterminato.


Inoltre, a tali andamenti previsti per il 2022, darà un contributo fondamentale la capacità del sistema produttivo di preservare tali posizioni.


Dati positivi anche per quanto riguarda i licenziamenti.


Il report ufficiale attesta che, infatti, che nel Paese il livello dei licenziamenti resta basso: 27.000 contratti cessati ogni mese con questa causale nella media del 2021, ovvero, il 40% in meno rispetto al 2019.


Per quanto riguarda i settori in crescita, il report del mese di gennaio 2022 reso noto dal Ministero del Lavoro, attesta che oltre alla già citata crescita del settore edilizio si registrano notevoli margini di recupero anche nel settore turistico.


Cresca l’occupazione maschile, ma restano ancora ampi i margini di recupero per quella femminile.


Al nord una vera ripresa è avvenuta nella seconda metà dell’anno, in concomitanza con la crescita della domanda di lavoro stabile, mentre in meridione la pandemia non sembra aver fatto i danni previsti.


Tra il 2020 e il 2021, il Mezzogiorno ha ottenuto tassi di crescita superiori a quelli, molto contenuti, del biennio precedente, anche se i contratti a tempo indeterminato crescono più lentamente rispetto al Settentrione.


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La Legge di Bilancio 2022: incentivi, misure per i giovani e occupazione femminile


La Legge di Bilancio 2022 introduce numerose misure in materia di lavoro e di welfare.

Notevoli gli incentivi all’occupazione, soprattutto per i contratti di apprendistato di primo livello per la qualifica e il diploma professionale, stipulati nell’anno 2022.


Ai datori di lavoro che occupano alle proprie dipendenze fino a 9 addetti lo stato riconosce uno sgravio contributivo del 100% con riferimento alla contribuzione per i periodi maturati nei primi 3 anni di contratto.


Da sottolineare anche un’esonero contributivo del 100% per un periodo di 36 mesi, entro la cifra di 6.000 euro annui, in favore dei datori che assumono a tempo indeterminato lavoratori, di qualsiasi età, da imprese per le quali è attivo un tavolo di confronto per la gestione della crisi aziendale.


Sono 5 i milioni di euro stanziati per la celebrazione nel 2022 dell’Anno europeo dei giovani, una somma investita per la realizzazione di iniziative di valenza nazionale, ispirate ai princìpi guida della strategia dell’Unione europea per la gioventù e volte a favorire il coinvolgimento e la più ampia partecipazione dei giovani.


Infine, al fine di sostenere l’occupazione femminile, sarà incrementato il Fondo per il sostegno della parità salariale di genere, destinato a promuovere la partecipazione delle donne al mercato del lavoro.


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