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Lavorare nel Food: requisiti fondamentali

Lavorare nel settore food significa mettere a frutto la passione per la cucina e non solo!

In questo ambito occorre avere una nutrita schiera di competenze trasversali, come saper accogliere i clienti, saper servire ai tavoli e conoscere le principali lingue: inglese, francese, spagnolo.


Inoltre, occorre avere anche una solida base psicologica, per affrontare con lo spirito giusto stress, difficoltà e l’umore instabile dei clienti. Secondo gli esperti di mercato del lavoro la ristorazione rappresenta un’ottima scuola per affrontare tutte le sfide lavorative del futuro.


In merito ai dati sull’occupazione in questo settore, secondo il Rapporto Ristorazione della Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, nel 2019 in Italia la ristorazione ha impiegato 1,2 milioni di addetti, mentre attualmente la percentuale è salita al 52%. Secondo quanto riportato dai dati, in 10 anni c’è stata una la crescita del 20%.


Il food è un lavoro che concede soprattutto l’occasione di andare all’estero a fare esperienza, particolare da non sottovalutare.


Ricordiamo ai nostri lettori che Tree è un servizio innovativo ed unico nel suo settore nell’area territoriale dell’agro aversano. Un nome che sottintende il termine anglofono: “three” che indica le tre direttrici cardine del progetto, ovvero Coworking, Formazione e Lavoro.


Lavorare nel Food: i pro e i contro


Il lavoro nel food può essere molto stimolante e gratificante secondo tutti gli imprenditori del settore che hanno trasformato la propria passione in un lavoro redditizio e ricco di soddisfazioni.


I pro di questo settore sono legati in primis alla flessibilità: lavorare sia a tempo pieno che part-time o stagionalmente. Inoltre, apprendere nuove competenze, che sono trasferibili ad altri lavori, è un altro punto di forza di questo mestiere.


Poi c’è da considerare l’atmosfera dinamica: sapersi adattare a un ambiente affollato con esigenze contrastanti all’interno di un’atmosfera in continua evoluzione è, sicuramente, stimolante ed offre la grande opportunità di incontrare ed entrare in contatto con molte persone.


E infine, dal punto di vista economico, ci sono gli extra: le mance.


In merito ai contro, la flessibilità fa rima anche con orari insoliti e con turni nel fine settimana.

Inoltre, il lavoro in questione è fisicamente impegnativo, sia per il personale di sale che di cucina.


E infine, la propensione alla cosiddetta gentilezza estrema: il cliente ha sempre ragione, può creare non pochi problemi in termini di stress e nervosismo.

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