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Come affrontare un colloquio di lavoro

Come affrontare un colloquio di lavoro è la domanda che si pongono tutte le persone in cerca di occupazione. Un colloquio per andare a buon fine deve essere preparato nei minimi dettagli, con metodo e con grinta.


Entrare a far parte del mondo del lavoro non è difficile, ma non è semplice entrarci nel modo migliore. L’occupazione desiderata il candidato deve meritarsela preparandosi in modo adeguato non per una battaglia, ma per un confronto serio e pratico in merito alle proprie skills.


I recruiters sono abituati a selezionare una quantità ingente di persone in cerca di lavoro solo in base alle competenze, motivazioni ed esperienze svolte da quest’ultimi.


Quindi basta avere un Cv pieno zeppo di materiale per superare una selezione?


Assolutamente no! Un curriculum vitae redatto nel modo giusto è importante, ma non fa sempre la differenza, anzi.


In questo post vi daremo delle dritte su come preparare al meglio un colloquio.


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Come affrontare un colloquio di lavoro: tre mosse vincenti


Prima ancora di darvi le tre dritte fondamentali su come affrontare un colloquio di lavoro è bene precisare che essere tesi o preoccupati è assolutamente normale. Basta non farsi sopraffare dall’ansia trasformandola in motivazione!


La prima mossa da fare è prendere informazioni sull’azienda e sulla posizione per cui si è candidati.


L’obiettivo è convincere il selezionatore dimostrando competenza, serietà e mostrando sicurezza.


Per reperire ogni singola informazione occorre visionare con attenzione il sito, i social e la rassegna stampa aziendale. Secondo passaggio fondamentale è legato alla “presenza” e alla puntualità.


Mostrare un outfit sobrio ma elegante, e soprattutto in linea con la posizione specifica, la tipologia di azienda e il contesto aiuta molto ai fini del successo di un colloquio.

Occorre curare anche e soprattutto il proprio aspetto, mostrandosi in linea con i canoni richiesti. Non si tratta di avvenenza, ovviamente, al datore di lavoro non interessa il fisico ma la presentabilità di un candidato/a.


Quindi, capelli in ordine, non eccedere con profumi e presentarsi con un abbigliamento adeguato.


Per quanto riguarda la puntualità è bene sapere che presentarsi un’ora prima non serve a nulla, dato che denota ansia da prestazione. Fatevi trovare in sede di colloquio 10 minuti prima e darete l’impressione di essere seri ed affidabili.


Leggi anche: Competenze digitali: le skills che fanno la differenza


Terza e ultima mossa: sapersi presentare e valorizzare


Per sapersi presentare e valorizzare nel modo giusto occorre sfruttare al massimo la comunicazione non verbale, ovvero, quella del corpo.


La stretta di mano deve essere posta con fermezza accennando anche un lieve sorriso, mai sedersi prima del recruiter, non muovere troppo mani e piedi, non incrociare mai le braccia e mantenere sempre il contatto visivo con il recruiter. Si tratta di passi fondamentali per dimostrare sicurezza.


Preparare una presentazione di massimo 3 minuti, contenente dettagli della propria carriera, percorso formativo ed esperienze personali rilevanti e in linea con il contesto è utile dato che ha la stessa funzione della lettera di presentazione all’interno del CV: spianare la strada per iniziare con il piede giusto.


Spesso i selezionatori tendono a fare domande su aspetti personali: elencare pregi e difetti, provenienza territoriale, e interessi specifici. Per rispondere nel modo migliore basta essere naturali, quindi siate sempre voi stessi e non date l’impressione di recitare un ruolo che non vi appartiene.


Infine, sottolineare la propria motivazione a lavorare per l’azienda presso cui si sta sostenendo il colloquio, ponendo domande attinenti ed interessanti, senza perdersi in discorsi ovvi, sfruttando al massimo il tempo a disposizione.





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